L’anfiteatro romano e le rovine di Italica, situate a Santiponce, a nord di Siviglia, costituiscono una testimonianza impressionante dell’architettura antica. Costruito tra il 117 e il 138 d.C., poteva ospitare fino a 25.000 spettatori, il che lo rende uno degli anfiteatri più grandi dell’Impero romano. Questo sito fa parte del complesso archeologico di Italica, ricco di reperti che raccontano la storia di questa città romana.
Scoprite in questo articolo i nostri consigli utili, illustrati con immagini, per preparare al meglio la vostra visita e godervi appieno questo viaggio nell’antichità romana.
Si tratta di un’opinione completamente indipendente, basata sulle nostre esperienze. Abbiamo fatto le nostre scelte, visitato la regione in modo anonimo e pagato le bollette per intero.
Perché visitare Italica
Ne vale la pena, Italica? La nostra opinione:
Sì, Italica merita una visita: passeggiare in questa arena monumentale, esplorare i suoi passaggi sotterranei e ammirare i suoi mosaici straordinariamente ben conservati offre un’esperienza coinvolgente che permette di immergersi nella grandiosità dell’antica Roma. Si tratta di uno dei siti archeologici più belli dell’Andalusia.
L’ampiezza delle gradinate testimonia l’eccezionale capienza del sito, a dimostrazione del suo ruolo centrale nella vita sociale e culturale di Italica. L’atmosfera serena che regna tra le rovine invita alla contemplazione e alla riflessione, mentre la scoperta dei mosaici, spesso messa in secondo piano dalla grandiosità dell’arena, arricchisce l’esperienza rivelando la raffinatezza artistica di quell’epoca.
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Perché l’Anfiteatro di Italica è famoso?
L’Anfiteatro di Italica è noto per il suo legame diretto con gli imperatori romani Traiano e Adriano, nati in questa città andalusa. Questo monumento illustra il ruolo centrale degli spettacoli nella vita sociale dell’antichità, potendo ospitare fino a 25.000 spettatori.
La sua importanza va oltre la storia locale: è stato utilizzato come location per la serie “Il Trono di Spade”, rafforzando così la sua notorietà odierna. In questo modo, esso incarna un’importante eredità romana in Andalusia, che unisce architettura, storia e cultura popolare.
I nostri momenti preferiti
- Camminare nell’arena e accomodarsi sulle gradinate offre una prospettiva unica sulla vastità del sito e sulla sua sorprendente acustica.
- Esplorare i tunnel sotterranei, ancora avvolti nel mistero, rivela l’ingegnosità con cui sono stati realizzati gli accessi ai combattimenti e la vita nascosta sotto l’arena.
- Osservare il mosaico raffigurante Bacco e Arianna, dai colori ben conservati, conferisce un tocco artistico inaspettato nel cuore delle rovine.
DOVE ALLOGGIARE A SIVIGLIA
Opzione 1: Nel centro storico
Pratico per visitare tutto a piedi, lo consigliamo:
Opzione 2: El Arenal
Tra le strade tranquille e l’atmosfera del lungofiume, la consigliamo:
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Come arrivare: Italica, Santiponce, Siviglia
Dove si trova Italica?
- A Santiponce, a nord di Siviglia
- Indirizzo: Avenida de Extremadura 2, 41970 Santiponce
- Da Siviglia: 20 minuti in auto
- Ecco una mappa per aiutarvi a orientarvi, con Italica nei pressi di Siviglia:
Come ci si arriva?
- In autobus: le linee M-170A e M-170B partono dalla stazione degli autobus di Plaza de Armas a Siviglia e fermano all’ingresso del complesso archeologico.
- In auto: da Siviglia, prendete la strada N-630 in direzione di Mérida. Il sito si trova a 9 km dalla città ed è raggiungibile direttamente in auto.
Parcheggio
All’ingresso principale è disponibile un parcheggio gratuito, con posti riservati alle autovetture e agli autobus.
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Consigli utili: durata, orari, mangiare…
Durata della visita e principali difficoltà
La visita a Italica dura in genere tra un’ora e mezza e tre ore, il che consente di esplorare con calma i resti archeologici e il percorso circostante. Il sito si estende su una vasta superficie, offrendo un’immersione totale nell’architettura romana.
Il percorso presenta alcuni gradini e pavimenti in terra battuta e ghiaia, tipici delle rovine antiche. Questi elementi possono rendere più difficile l’accesso alle persone con mobilità ridotta, sebbene il sito rimanga tecnicamente accessibile in gran parte.
Consigli su come visitare
Iniziate dall’esterno per apprezzarne la vastità, poi salite sulle gradinate prima di scendere nell’arena. Esplorate quindi i passaggi sotterranei e concludete la visita con il resto delle rovine, dove si trovano i mosaici.
Visita con i bambini
Non abbiamo individuato alcuna iniziativa dedicata al pubblico giovane presso l’anfiteatro di Italica, come ad esempio libretti-gioco o laboratori specifici. La visita va quindi adattata in base all’età dei bambini, senza che vi siano strumenti specifici per accompagnarli alla scoperta del sito.
Orari e prezzi
- Orario:
Dal 1° aprile al 20 giugno: martedì, mercoledì e giovedì dalle 9:00 alle 18:00; venerdì e sabato dalle 9:00 alle 21:00; domenica, giorni festivi e lunedì che precedono un giorno festivo dalle 9:00 alle 15:00.
Dal 21 giugno al 20 settembre: da martedì a sabato dalle 9:00 alle 15:00; domenica, giorni festivi e lunedì che precedono un giorno festivo dalle 9:00 alle 15:00.
Dal 21 settembre al 31 marzo: da martedì a sabato dalle 9:00 alle 18:00; domenica, giorni festivi e lunedì che precedono un giorno festivo dalle 9:00 alle 15:00. - Giorni di chiusura: il lunedì (tranne la vigilia dei giorni festivi). 1° gennaio, 6 gennaio, 1° maggio, 24 dicembre, 25 dicembre, 31 dicembre.
- Tariffa per adulti: 1,50 € (per i cittadini non europei)
- Gratuità: Ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea (previa esibizione di un documento d’identità).
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Un’arena romana dalle dimensioni imponenti
L’ellisse monumentale e i materiali da costruzione
L’anfiteatro di Italica presenta una forma ellittica tipica delle costruzioni romane, progettata per garantire una visibilità ottimale a tutti gli spettatori. Con dimensioni di circa 160 metri di lunghezza per 137 metri di larghezza, si distingue come uno dei più vasti anfiteatri dell’Impero romano, un’impressione che si conferma non appena ci si avvicina al sito.
La struttura si basa su un solido assemblaggio di ciottoli silicei e calcarei, legati da un antico cemento romano che garantisce la solidità dell’edificio. Questa base è rinforzata da elementi in mattoni, utilizzati per consolidare le volte e i passaggi sotterranei, a testimonianza della maestria architettonica dell’epoca.
Le parti più prestigiose, in particolare i rivestimenti visibili delle gradinate, sono impreziosite dal marmo, materiale scelto per la sua durata e il suo aspetto estetico. Dalle tribune superiori, la percezione di questa combinazione di materiali sottolinea la monumentalità dell’opera, rivelando al contempo la complessità tecnica che ha permesso di realizzare un’opera architettonica di questo calibro.
I tre livelli di tribune
L’anfiteatro di Italica si contraddistingue per la sua struttura a tre livelli di gradinate, denominata cavea. Tale struttura architettonica rifletteva la gerarchia sociale romana, poiché ogni livello era riservato a una specifica categoria di spettatori. Il livello inferiore ospitava le classi più privilegiate, offrendo loro la vicinanza all’arena, mentre i livelli superiori erano destinati alle classi popolari.
Con una capienza dichiarata che poteva raggiungere i 25.000 spettatori, l’anfiteatro di Italica figurava tra i più grandi dell’Impero romano. Questa notevole capienza sottolinea il ruolo centrale che gli spettacoli rivestivano nella vita sociale e culturale della città antica.
Dalle tribune superiori, la percezione delle dimensioni del monumento è particolarmente suggestiva. La vista panoramica sull’arena e sui vari livelli delle tribune mette in risalto la monumentalità dell’edificio e l’ingegnosità della sua architettura.
Abbiamo apprezzato il modo in cui la disposizione delle tribune consentiva di gestire efficacemente un pubblico numeroso, nel rispetto delle distinzioni sociali. Tale organizzazione facilitava inoltre la circolazione degli spettatori, contribuendo a rendere più scorrevoli gli ingressi e le uscite.
Nel cuore dell’anfiteatro di Italica
Camminare nell’arena
Trovarsi al centro dell’arena dell’anfiteatro di Italica regala una sensazione di grandiosità unica. Questo ampio spazio, circondato da gradinate disposte a semicerchio, permette di rendersi contodella grandiosità degli spettacoli che vi si svolgevano un tempo.
Il rapporto visivo tra l’arena e le tribune mette in risalto l’eccezionale capienza del luogo, dove potevano assistere agli eventi fino a 25.000 spettatori. Questa disposizione favorisce un’immersione nell’atmosfera dei combattimenti dei gladiatori, delle venationes e di altri spettacoli pubblici che scandivano la vita sociale dell’antichità.
Camminando sul pavimento dell’arena, si possono quasi udire le acclamazioni della folla e immaginare la tensione degli scontri. Questa esperienza aiuta a comprendere il ruolo centrale dell’anfiteatro nella città romana, ben al di là di un semplice luogo di intrattenimento.
I cunicoli sotterranei dei gladiatori e degli animali
L’anfiteatro di Italica presenta una rete sotterranea denominata ipogeo, che svolgeva un ruolo fondamentale nell’organizzazione degli spettacoli. Questi tunnel servivano a preparare i gladiatori e a custodire gli animali selvatici prima del loro ingresso nell’arena, garantendo così spettacoli spettacolari e ben orchestrati.
Grazie a botole e sistemi di sollevamento, i combattenti e le bestie potevano fare irruzione all’improvviso nell’arena, creando un effetto sorpresa per gli spettatori. Questo dispositivo tecnico illustra l’ingegnosità dei Romani nella gestione degli spettacoli e nella padronanza degli spazi scenici.
Durante la vostra visita potrete scoprire una parte di queste gallerie sotterranee, in particolare la grande fossa centrale che attraversava l’arena. Serviva a riporre le gabbie degli animali e consentiva un passaggio discreto ed efficiente sotto le tribune. Questa esperienza dietro le quinte aggiunge una dimensione concreta alla comprensione del funzionamento dell’anfiteatro.
I mosaici e i resti di Italica
Le domus romane e i loro mosaici
Oltre l’anfiteatro, Italica svela una rete di strade lastricate fiancheggiate dai resti delle domus, quelle vaste dimore romane organizzate attorno a un cortile centrale.
Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla Casa degli Uccelli (Casa de los Pájaros), la prima abitazione del sito ad essere stata interamente riportata alla luce, dove un mosaico centrale circondato da oltre 30 medaglioni raffigura ciascuno una specie diversa di uccello, tra cui un pavone reale e un pappagallo.
Potrete inoltre scoprire la Casa di Nettuno, dove un mosaico di marmo, vetro e ceramica raffigura il dio sul suo carro trainato da ippocampi, circondato da un corteo di creature marine.
Non lontano, la Casa dell’Esedra si estende su una superficie di circa 4000 m² attorno a un patio impreziosito da una fontana, mentre la Casa del Planetario prende il nome da un mosaico circolare raffigurante i sette astri conosciuti dai Romani.
Il mosaico di Bacco e Arianna
Il mosaico di Bacco e Arianna costituisce un elemento artistico di grande rilievo del complesso archeologico di Italica. Essa illustra con raffinatezza le figure mitologiche del dio del vino e della principessa cretese, conferendo una dimensione culturale e simbolica a questo sito romano. Questa raffigurazione testimonia l’importanza attribuita alla mitologia nella decorazione degli spazi pubblici e privati nell’antichità.
Questa opera d’arte si distingue per il suo eccellente stato di conservazione, cosa rara per un mosaico di quell’epoca. I colori e i dettagli dei motivi rimangono visibili, offrendo una preziosa testimonianza della maestria degli artigiani romani. Questo stato di conservazione consente ai visitatori di apprezzare meglio la ricchezza decorativa che accompagnava gli spettacoli e la vita sociale nell’anfiteatro.
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DIVERTIMENTO in Andalusia: attività
- Corso di cucina a Siviglia
- Canyoning dalla Costa del Sol
- Escursione guidata al Caminito del Rey
Le altre zone della città
Le latrine collettive
All’inizio della passeggiata per le vie di Italica, incontrerete i resti delle latrine pubbliche, una struttura caratteristica dell’urbanistica romana. Abbiamo trovato interessante osservare questo tipo di struttura collettiva, che testimonia l’organizzazione metodica della vita quotidiana nell’antica città
La panetteria
Tra le taverne che costeggiavano le strade di Italica, molte ospitavano una panadería, dove abbiamo potuto osservare i resti dei forni per il pane ancora visibili oggi. La Maison des Oiseaux conserva quindi un forno per il pane in una delle sue stanze annesse, mentre la Maison du Planétarium ne contava addirittura due, installati nello stesso locale di produzione. Ne troverete uno anche nella Casa de la Exedra, dove una delle tabernae dell’abitazione fungeva da panificio.
Questa vicinanza tra i forni e le abitazioni testimonia un’organizzazione artigianale su piccola scala, in cui il pane veniva preparato all’interno degli stessi quartieri residenziali piuttosto che in grandi panifici centralizzati come a Pompei o a Ostia.
Il Tempio di Traiano e il punto più alto della città
Salendo verso la sommità della città nuova (Nova Urbs), raggiungerete il sito del Tempio di Traiano, dedicato all’imperatore nato in questa regione. Italica ha infatti la particolarità di aver dato i natali a due imperatori romani, Traiano e Adriano, gli unici imperatori originari dell’odierna Siviglia. Questo punto panoramico del sito offre inoltre una visione d’insieme del tracciato urbano della città antica, delle sue strade e della sua rete fognaria, un sistema di depurazione straordinariamente ben conservato per l’epoca.
Le Terme
Italica conserva i resti di due grandi complessi termali, uno nella città vecchia (vetus urbs) e l’altro nella città nuova (nova urbs). Siamo rimasti colpiti dalle dimensioni delle Terme Maggiori, note anche come Terme della Regina Maura, che si estendevano su una superficie di circa 32.000 m² nella nova urbs.
Potrete distinguere le diverse fasi del percorso termale romano: l’area di accesso e dei servizi, il frigidarium dotato di una grande piscina o natatio, il tepidarium e infine il caldarium, riscaldati grazie a un sistema di ipocausto.
Museo
All’ingresso del sito, un centro di accoglienza per i visitatori funge anche da spazio espositivo, dove potrete familiarizzare con la storia di Italica prima di iniziare il vostro percorso tra le rovine. Vi consigliamo inoltre di dedicare qualche minuto alla lettura di questi pannelli informativi, che consentono di comprendere meglio l’estensione del sito prima di avventurarvisi.
La maggior parte dei reperti e dei pezzi archeologici portati alla luce durante gli scavi non è stata tuttavia lasciata sul posto: oggi sono conservati presso il Museo Archeologico di Siviglia, nel Parco di María Luisa. Se desiderate approfondire la vostra visita a Italica oltre i resti architettonici, una visita a questo museo completa in modo ideale la vostra escursione.
La storia in breve
Italica fu fondata nel 206 a.C. come prima colonia romana in Hispania, ponendo le basi di una città che avrebbe assunto un ruolo importante nell’Impero. È in questa città che nacque l’imperatore Traiano, il quale regnò dal 98 al 117 d.C., segnando l’apogeo della potenza romana nel Mediterraneo.
L’anfiteatro, costruito durante il regnodi Adriano tra il 117 e il 138 d.C., testimonia l’importanza di Italica in quel periodo. Era in grado di ospitare fino a 25.000 spettatori, il che illustra il ruolo centrale degli spettacoli nella vita sociale della città romana.
A partire dal III secolo, Italica subì un progressivo declino, dovuto in particolare all’insabbiamento del fiume Guadalquivir, che ne compromise l’accessibilità. Il sito fu riscoperto nel XVII secolo e dichiarato Monumento Nazionale nel 1912, garantendone così la tutela e la valorizzazione in quanto importante patrimonio storico.
Domande frequenti
L’Anfiteatro di Italica è accessibile alle persone con mobilità ridotta?
Il sito archeologico di Italica, di cui fa parte l’anfiteatro, presenta un percorso che si snoda prevalentemente su terreni di ghiaia e terra, con alcune zone pavimentate. Tali caratteristiche possono rendere difficile la circolazione per i visitatori in sedia a rotelle o con mobilità ridotta, in particolare nei pressi dei reperti e dei mosaici.
Sebbene il sito sia in gran parte accessibile dal punto di vista tecnico, è opportuno sottolineare che alcuni tratti non dispongono di attrezzature specifiche per facilitare gli spostamenti. Lo stato naturale delle rovine comporta quindi alcune limitazioni di cui è importante tenere conto nel preparare la vostra visita.
Quali scene di “Il Trono di Spade” sono state girate all’Anfiteatro di Italica?
L’anfiteatro di Italica è stato scelto come location per diverse scene significative delle stagioni 7 e 8 di Game of Thrones. In particolare, raffigura la Fossa dei Draghi (Dragonpit) a Approdo del Re, un luogo strategico in cui si tengono importanti incontri diplomatici. La settima stagione mostra l’incontro tra Daenerys Targaryen, Jon Snow e Cersei Lannister, cogliendo l’atmosfera solenne di quel consiglio.
Nell’ottava stagione, l’anfiteatro fa nuovamente da cornice alla scena del consiglio finale, in cui i personaggi principali discutono del futuro del regno dopo la caduta di Daenerys. La forma ellittica dell’arena e le gradinate ben conservate sono chiaramente riconoscibili e offrono uno scenario autentico e suggestivo che sottolinea l’importanza di questi momenti chiave.
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